08.01.26Tutti

La storia di Zara Kramzar: a tu per tu con la calciatrice slovena

Photo Credits: Como Women

Un pallone davanti a casa. Nessuna partita in televisione, nessun idolo da imitare. Solo una bambina e una passione nata quasi per caso. Così inizia la storia di Zara Kramzar, centrocampista slovena classe 2006, in forza al Como Women dall’estate 2024.  

“Non so da dove sia nata questa passione”, racconta Zara. “Avrei potuto giocare a basket come mia sorella, invece ho voluto il calcio”. Un desiderio semplice, ma già fortissimo, che l’ha portata dai primi calci davanti a casa fino ai palcoscenici internazionali.

Cresciuta calcisticamente a Črnuče, il suo paese natale, Zara ha giocato per anni con i maschi, senza mai sentirsi diversa. Il campo era il suo spazio naturale. Dopo il passaggio all’Olimpia e poi allo Slovan, arriva il momento della scelta più importante: lasciare casa. A soli 16 anni Zara vola in Italia, alla Roma, per inseguire un sogno che sente ormai chiarissimo: fare del calcio il proprio lavoro. Con la maglia giallorossa conquista uno Scudetto Primavera, una Coppa Italia, una Supercoppa Italiana e due Scudetti, vivendo esperienze che segnano profondamente il suo percorso. Ma ogni carriera è fatta anche di nuove sfide.

Nell’estate 2024 arriva l’opportunità del Como Women. Una proposta che Zara sente subito sua. “Mi piaceva già da prima per come giocava, mi sembrava una bella società. L’ho sentita giusta e adatta per me fin dall’inizio”. A Como trova un ambiente in crescita, ambizioso, con cui costruire qualcosa insieme. Decide così di restare anche per questa stagione, rinnovando il prestito dalla Roma. “È un momento della mia carriera in cui sento di dover ancora crescere. Qui possiamo crescere insieme: io con la squadra, la squadra con me”.

Photo Credits: Como Women

Il suo contributo in mezzo al campo è fatto di qualità, visione e personalità, nonostante la giovane età. Un equilibrio raro, che unisce il talento alla spensieratezza dei suoi anni e che non passa inosservato nemmeno fuori dal rettangolo di gioco. Nel novembre 2023, infatti, il quotidiano spagnolo Mundo Deportivo le assegna il Trofeo Promesa come miglior giovane promessa del calcio femminile internazionale. Nell’ottobre 2024 entra nella lista delle Golden Girl, tra le migliori Under 21 d’Europa. Premi importanti, che però Zara vive con grande lucidità e maturità. “Questi riconoscimenti mi rendono felice e mi confermano che sono sulla strada giusta. Ma alla fine combatto solo con me stessa e cerco di migliorarmi ogni giorno”. Una mentalità che racconta molto della persona, prima ancora che della calciatrice.

Zara non nega che in passato qualche pregiudizio ci fosse. “Anche le donne giocano a calcio? Ma è uno sport per maschi! Spesso me le sono sentita dire. Ma io da piccola ho sempre giocato con i ragazzi e non mi sono mai sentita diversa”. Oggi, però, vede un cambiamento reale. “Il calcio femminile sta crescendo tantissimo, soprattutto in Europa. La gente ci guarda, ci segue, indossa le maglie delle calciatrici. Possiamo fare ancora di più, ma il movimento sta andando nella direzione giusta”.

Dietro la calciatrice c’è una ragazza profondamente legata alla sua famiglia, i suoi primi e più grandi tifosi. “Quando sono andata via di casa a 16 anni ho capito quanto fossero importanti. Ora ogni volta che torno è speciale”.

Nel tempo libero Zara ama staccare dal calcio: cucinare, guardare serie TV, stare con gli amici. Niente eccessi, niente rituali particolari. Solo equilibrio.

E guardando avanti? “Tra dieci anni mi vedo ancora a giocare, in una squadra in cui sto bene, con un ruolo importante. Il sogno più grande è giocare Europei e Mondiali con la Slovenia, magari vincere la Women’s Champions League. E fuori dal campo vorrei essere una persona di cui la gente parla bene”.

Alle bambine che sognano il calcio Zara manda un messaggio chiaro: “A loro dico di iniziare senza paura, di inseguire i propri sogni e lavorare sodo per realizzarli. Il calcio insegna tanto, non solo nello sport, ma anche nella vita”.